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IL CASO
Per ovviare alla normativa contro i gas serra sono stati sostituiti i fluidi refrigeranti
in tutti gli impianti industriali esistenti. I nuovi fluidi presentano caratteristiche
fisiche diverse da quelli precedentemente usati in particolare le curve del punto
di condensa del fluido. Nel caso specifico per ovviare alla formazione di condensa
in zone dell'impianto non protette era necessario aumentare le pressione di lavoro
dell'intero impianto, in particolare in corrispondenza dei contenitori del mosto
da raffreddare.
Preventivi on-line: |
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| VERIFICA E OTTIMIZZAZIONE DI SCAMBIATORE TERMICO
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Con l'introduzione dei gas refrigeranti non dannosi per l'ozono in alcuni impianti
si sono verificati dei problemi legati alla condensa in zone ed a temperature non
previste dal progetto.
In particolare lo scambiatore termico considerato presentava evidenti problemi legati
alla condensa vicino ai condotti di immissione del fluido.
Questo fenomeno nel tempo avrebbe provocato la corrosione e quindi la fuoriuscita
di fluido refrigerante dai condotti.
La soluzione fisica era quella di elevare la pressione di lavoro dell'impianto in
modo da garantire la condensa nelle zone previste dal progetto originario.
La verifica del serbatoio (dell'altezza di 12mt.) e delle condutture relative ha
dimostrato che era possibile aumentare la pressione senza rischi di cedimenti strutturali.
I risultati della simulazione numerica sono stati confortati da una serie di prove
effettuate sullo scambiatore ad una pressione pari a 1,5 volte quella necessaria
per il corretto funzionamento. |
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